
L'URAGANO
Un cono vorticoso dal mare si solleva,
ancheggia sopra l'onda l'inizio della fine,
un turbinìo di sensi racchiusi dentro il vento,
che spazza via certezze, dolore, sentimento.
Seduta sulla riva attendo la tempesta,
quel demone ceruleo l'anima mia travolge,
risucchia nel suo vortice il senso delle cose,
tranciando la mia carne in pezzi sanguinanti,
lasciando alle sue spalle milioni di rimpianti.
Ed io mi lascio andare, donando le mie lacrime all'infinito mare,
lo scrigno più prezioso, tesori mai scoperti,
tempeste ed uragani vissuti ad occhi aperti.
Al parallelo opposto il cono si distrugge,
scaraventando a terra l'anima mia inerme,
naufragio in mezzo al mondo, bagnata dalle onde,
si sveglia al nuovo sole, trovando nuove sponde.
Ed alza gli occhi al cielo, tenendosi per mano,
aprendo al nuovo giorno le vie della speranza,
con i suoi occhi verdi non scorge più confini,
lasciati nel baule in fondo alla sua stanza.
Il mio uragano grigio mi viene a ritrovare,
ma io non ho paura,perchè ho saputo amare,
e quando la tristezza travolge l'esistenza...
mi lascio sempre andare,
sicura che il mio giorno mi porterà lontano,
cullandomi nell'aria sull'ali di un gabbiano,
sicura che la terra dove mi lascerà sarà il mio nutrimento,
da qui all'eternità.
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